UNO, DIECI, CENTO GLOSTERS...
E' sempre un pò difficile parlare del canarino gloster, un pò perchè l'esperienza personale, limitata, non mi permette di affrontare argomenti impegnativi, o di spinta selezione; ed un pò perchè siamo in così tanti ad allevarlo che l'individuazione dell'ideale, della perfezione, comporta discussioni troppo complicate per poter essere espresse in poche righe.
Nonostante questo ormai sono sei anni che allevo gloster, e pur essendo ancora un "novizio" ritengo di aver accumulato, visitando mostre e allevamenti (oltre all'esperienza diretta di allevamento) una sufficiente capacità di osservazione e giudizio, che mi permette di affermare che il problema principale della selezione del gloster in italia non è tanto la selezione in sé, ma l'obbiettivo finale a cui dovrebbe mirare la stessa. Il gloster perfetto, ideale, che proprio non è "perfettamente" e "idealmente" uguale per tutti! E scusate il gioco di parole.
Troppo spesso alle mostre si assiste ad una disomogeneità di giudizio che condiziona pesantemente la costruzione del patrimonio di esperienze e convinzioni di noi giovani allevatori, perchè, signori, lo trovo una cosa su cui riflettere il fatto che un canarino, ad una mostra a confronto con giudice inglese faccia il "best in show", e ad una mostra con scheda punti, all'italiana, faccia fatica ad arrivare agli 88 punti; e viceversa! Ora, delle due l'una: o i giudici inglesi, come del resto nella tradizione anglosassone, sono depositari di un dogma inammaccabile che si differenzia nettamente dal mondo in qui questo canarino é "visto" nel resto del mondo, oppure, tutti quanti gli altri, non hanno proprio ben a mente come debba essere un gloster. Come al solito, e come nel resto della vita, la verità si trova in mezzo, e forse è colpa anche di noi allevatori, troppo spesso condizionati dal risultato delle mostre, o dal creare e selezionare un canarino che possa andare bene per vincere in quella determinata mostra ma non in quell'altra; io non condivido in maniera assoluta quansto modo di intendere il nostro hobby, perchè credo che ognuno di noi debba allevare questo splendido uccello cercando di selezionare esemplari quanto più possibile vicini allo standard di eccellenza, corti, compatti, dal piumaggio lucido e setoso, e con una taglia quando più piccola possibile, taglia che non è solo lunghezza, ma bilanciamento del volume complessivo del canarino, naturalmente se possibile (magari!) vicina a quei famosi 11 cm, ma senza perdere le altre prerogative fondamentali che lo fanno tanto amare; solo in questo modo esisterà un solo, splendido, "ideale" gloster, e non un infinità di varianti eccellenti in una sola delle caratteristiche dello standard, che, visitando le mostre, all'inglese o all'italiana, non danno mai la sensazione, a me giovane allevatore, che abbiano davvero vinto i canarini migliori...
Francesco Saverio Lupo
BRUNO...CHE PIù BRUNO NON SI PUO'
Da quando ho incominciato a praticare questo splendido hobby, ho avuto sempre un approccio diverso, all'ideale del canarino bello, oltre che tipico, rispetto alla maggior parte della persone che si avvicinano alla canaricoltura, non essendo affatto, come tanti, anche chi per diletto tiene un canarino in gabbia per ascoltare semplicemente il canto (maledetta solitudine!), dal classico canarino giallo o comunque dai colori appariscenti.
Il mio debole è stato sempre il colore "bruno", sia a fondo giallo che a fondo bianco, cioè che i nostri cari maestri inglesi, chiamano rispettivamente "cinnamon" e "fawn", e devo dire, nonostante siano ancora pochi i miei anni di allevamento, sin dall'inizio, questa particolare mia predilezione per un colore del gloster diverso da vedere, 3/4 scuro o variegato, mi ha portato ad avere discrete soddisfazioni a livello selettivo e di conseguenza espositivo (ricordo con piacere la consort isabella nata nel 2004 da uno splendido maschio 3/4 giallo portatore di agata/cinnamon del dott. Aquilino di Salerno, ancora presente nel mio allevamento ed una graziosa femmina consort di Pietro Tellaroli e Maurizio Roncarati in quel di Bologna, non molto "corpulenta", ma dalla taglia e dal piumaggio perfetti), sia con giudice italiano, che con giudice inglese; certo, i passi da fare sono ancora tanti prima di poter competere con i mostri sacri dell'ornitologia italiana ramo gloster, ma, tutti i cinnamon/fawn che ho presentato alle mostre da quando allevo, se non sempre hanno vinto, almeno sul podio si sono sempre piazzati, sistematicamente nel formare le coppie che presentano il fattore bruno cerco sempre, quando possibile, di assortire soggetti che siano, oltre che naturalmente "tipici" (sempre migliorexmigliore e mai per compensazione, come faccio invece per altri tipi di colorazioni) anche abbastanza rotondi, sia come corpo che sopratutto come testa, perchè ho notato, ed in questi i maestri glosteristi italiani nonchè soci dell' I.G.S. mi potranno essere di supporto, o magari smentire, che il fattore bruno, sopratutto a fondo bianco, pur presentando nei parentali delle teste abbondanti, produce novelli quasi sempre con la testa un pò più piccola, sopratutto negli accoppiamenti puroxpuro e quindi credo sia preferibile anche eccedere un pò nella taglia, in fase di formazione delle coppie, ma soltanto un pò, perchè a me il gloster piace piccolo e tondo a prescindere se poi vinca o meno delle mostre (cosa che davvero mi interessa relativamente).
Altra cosa che ho notato nei pochi anni di allevamento, è che il fattore bruno tende ad infiltrarsi in modo eccessivo nella figliolanza non pura, creando quel verde cupo, tendente appunto al bruno, che fa assomigliare i nostri gloster a dei passerotti, e si allontanano non poco dalle caratteristiche di serietà e brillantezza di piumaggio richieste dallo standard; per questo cerco sempre di abbinare ai puri portatori che abbiano un piumaggio prevalentemente chiaro o al massimo pesantemente variegato, nella speranza di trasmettere (loro, certamente non io!) ai miei novelli, un colore di fondo quando più chiaro possibile, che renda luminoso il cinnamon, magari con qualche pezzatura evidente di quel bel giallo "intenso" (anche se preferisco l'unicolore), e più "argento" il fawn, con sfumature evidenti ed uniformi del colore del metallo da cui appunto prende il nome (splendidi, a mio avviso, gli esemplari che ogni anno presenta alle mostre, in questa particolare colorazione, l'allevatore F. Ioppolo, anche se quest'anno ho apprezzato una femmina corona di Tellaroli/Roncarati alla mostra di Bologna, nonchè la corona cinnamon che ha fatti il "best in show" alla stessa mostra, di R.Bonaldo; anche se con una taglia forse un pò troppo eccessiva).
Altra caratteristica del fattore Bruno che ho potuto costatare in questi anni (naturalmente solo e soltando nei soggetti del mio allevamento) è che il gloster cinnamon "campione", più di qualsiasi altro gloster e colorazione diversa, è un canarino quasi sempre come si suol dire "arrivato", che non sempre riesce a trasmettere la propria belleza alla sua discendenza; e, tanto per fare un esempio, tornando alla consort, isabella del 2004 che ho citato prima, vincitrice a tutte le mostre a cui ha partecipato, sia con giudizio a confronto che con scheda punti, ebbene, in 3 stagioni riproduttive, non sono riuscito ad ottenere un solo figlio dato che, non dico sia stato uguale, ma che almeno si sia avvicinato alle caratteristiche di tipicità della madre, eppure l'ho accoppiata con 3 tipologie di maschi completamente diverse: al primo anno con un corona pesantemente variegato di derivazione inglese (ed è stato l'anno che, con il senno di poi, ho avuto i figli "migliori", anche se lontani anni luce dalla madre), al secondo anno con un corona cinnamon, ed infine con un suo figlio 3/4 scuro portatore, ed in entrambi i casi, pur avendo riscontrato un ottima prolificità della coppia assortita, rispettivamente 7 e 9 figli, su 16 canarini, in due anni, ho ottenuto solo un discreto consort cinnamon maschio.
Con questo credo di aver determinato, specificando e sottolineando che tutto ciò che ho affermato è frutto soltanto dalla mia esperienza diretta nell'allevamento del gloster, senza supporti di carattere scientifico o genetico, che lascio a persone certamente più competenti e preparate di me, su questi argomenti, anche se spesso troppo "sapienti"...
Aspetto risposte, consigli, critiche, da chi come me ama il gloster in generale, ed in particolare a fattore bruno, che più bruno non si può...
Francesco Saverio Lupo